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IL TOUR VIRTUALE NELLA "CAPUT MUNDI" !
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I FORI IMPERIALI
Alla costruzione dell'intero
complesso dei fori romani ha concorso l'opera di diversi imperatori, da
Cesare che, nel 54 a. C., che ampliò la piazza del Foro Romano; Augusto,
Vespasiano che, tra il 71 e il 75d. C:, fece costruire un tempiio
dedicato alla Pace in cui depose le spoglie del tempio di Gerusalemme;
Traiano che, tra il 107 e il 112 d.C., incaricò il celebre architetto
Apollodoro di Damasco per la realizzazione dell'ultimo Foro.
FORO DI CESARE:
per realizzare i lavori del suo Foro, il dittatore, utilizzò il
bottino conquistato in Gallia. Questo Foro è caratterizzato dal tempio
dedicato a Venere Genitrice, promesso in voto dal Condottiero alla
vigilia della battaglia di Farsalo contro Pompeo.
FORO DI AUGUSTO:
è dedicato a Marte nel 42 a.C. come promessa di voto alla vigilia della
battaglia di Filippi contro gli assassini dei 'summi viri' del
Triumvirato.
L'intera costruzione era stata concepita come suggello della grandezza
dell'imperatore, unico restauratore della tradizione e erede del Impero
romano, voluto e protetto dagli dei.
FORO DI TRAIANO:
è l'ultimo ma il più scenografico di tutto il complesso
architettonico; da segnalare è la realizzazione di un maestoso arco
trionfale a tre fornici, ingresso principale del Foro.
Al lato opposto si erigeva la basilica Ulpia, oltre la quale si volle la
costruzione di edifici, adibiti a biblioteca, in cui venivano raccolte
le opere più significative della letteratura: greca e latina.
Al centro dei due stabili, in un piccolo cortile, venne innalzata la
Colonna onoraria, sormontata dalla statua raffigurante Traiano, che reca
in mano un rotolo con iscritte le sue memorabili imprese per la
conquista della Dacia |
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CAMPO DE FIORI
Alla fine di via de' Giubbonari, a
est del Tevere, si apre Campo de' Fiori, una piazza che conserva tutto
il suo fascino medievale. Verso il 1440, papa Eugenio IV la fece
lastricare, così ben presto essa divenne uno dei centri più importanti
della città. Era teatro di corse di cavalli, sede di alberghi e locande,
vi si esponevano le bolle papali e gli avvisi del governatore e fu
inoltre luogo di esecuzioni capitali. Nel 1600 vi morì sul rogo,
bruciato come eretico Giordano Bruno, il cui monumento, eseguito da
Ettore Ferrari nel 1889, si erge al centro della piazza. Dal 1869 ospita
un allegro e animato mercato.
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COLONNA TRAIANA |
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IL COLOSSEO
E' il simbolo di Roma, elevato al centro della valle
delimitata dai colli: Palatino, Celio ed Esquilino La denominazione di 'Colosseo'
venne attribuita all'Anfiteatro Flavio, durante il Medio Evo, per la sua
mole gigantesca. Iniziato per volontà dell'imperatore Vespasiano nel 70
d. C., fu inaugurato dal suo successore, Tito nell'80 d. C.; per cento
lunghi giorni i romani festeggiarono con spettacoli (le lotte dei
gladiatori) e cerimonie.
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FONTANA DI TREVI
E' la fontana barocca più famosa di Roma. Sovrasta completamente una
piccola piazza, ideata dall'architetto Nicola Salvi nel 1732.
Purtroppo l'inquinamento ha adombrato la brillantezza e lo splendore del
meraviglioso marmo bianco di cui la fontana è costruita.
C'è un'usanza legata ad essa che è quella di gettare una moneta nella
fontana, "solo così ritornerete a Roma". Gettando una seconda moneta
potete esprimere un desiderio. Il nome TREVI, dovrebbe stare a
significare "tre vie" , le stese che convergono verso la fontana dai
lati.
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IL PANTHEON
E' fra i monumenti meglio conservati dell'antica Roma. Il
tempio fu costruito per volere di Marco Agrippa, nel 27 a.C., in onore
di tutti le deità.
Fu però ricostruito da Domiziano nel l'80 d.C., dopo che andò distrutto
a causa di un incendio, ed ancora riedificato da Adriano nel 120 d.C.,
in seguito alla sua caduta a causa di un lampo.
Nonostante tutte queste vicende però, nel portone d'entrata iscritto cìè
ancora il nome di Agrippa. Nel 608 d.C. il tempio pagano venne adibito a
chiesa dai bizantini che, la dedicarono alla Madonna ed ai martiri. |
P.ZZA DI SPAGNA
Nota fino al XVII secolo come Platea
Trinitatis per la Chiesa della
Trinità dei Monti che la domina, venne
chiamata piazza di Spagna per la presenza della residenza
dell'ambasciatore spagnolo, mentre la parte verso via del Babuino fu
denominata piazza di Francia.
Elemento caratterizzante e dominante è la scenografica scalinata della
Trinità dei Monti di epoca barocca.
Alla sua base si trova la
Fontana della Barcaccia, opera del 1629
di Pietro
Bernini, che si avvalse per costruirla
dell'aiuto del figlio Gian Lorenzo.
Nella parte della piazza rivolta a sud est si erge la
Colonna dell'Immacolata Concezione,
proveniente dal Monastero di
Santa Maria della Concezione in Campo
Marzio, dove fu ritrovata nel 1777 per essere poi posta in questo punto
nel 1856 in memoria del dogma proclamato da Pio IX. |
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IL TEVERE |
LA BOCCA DELLA VERITA'
La piazza prende il nome
dalla famosa Bocca della Verità, il celebre mascherone collocato nel
portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin. Secondo una
conosciutissima leggenda romana la bocca minacciosa mangerebbe la mano
di tutti coloro che ponendo la mano nel suo interno mentissero |
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P.ZZA DEL POPOLO
Incomparabile opera urbanistica realizzata in circa tre
secoli, dal rifacimento della Chiesa di
Santa Maria del Popolo (seconda metà
del XV secolo) all'intervento di risistemazione neoclassica di Giuseppe
Valadier, portato a termine nel 1824. Due emicicli, ornati ognuno da una
fontana e sormontati da sfingi e statue rappresentanti le Stagioni,
delimitano la piazza dove prospettano, a divisione del tridente di via
del Babuino, via del Corso e via Ripetta, le due chiese gemelle del XVII
secolo:
Santa Maria di Montesanto, a destra, e
Santa Maria dei Miracoli, a sinistra.
La prima venne iniziata nel 1662 da Carlo Rainaldi e poi interrotta fino
al 1673, L'altra chiesa venne iniziata anch'essa da Carlo Rainaldi nel
1675 e terminata dopo il 1677 da Carlo Fontana. Anche in questo caso,
sulla balaustra spiccano statue di santi dall'impronta berniniana e il
campanile settecentesco. L'interno circolare conserva angeli in stucco
di Ercole Antonio Raggi. Al centro della piazza si leva un obelisco
egizio, l'Obelisco
Flaminio, che ornava il Tempio del Sole a Eliopoli e che
Augusto fece portare a Roma per il
Circo Massimo. Sisto V lo fece
innalzare sul posto nel 1589 e nel 1823 il Valadier vi aggiunse quattro
vasche circolari e quattro leoni di marmo. Chiude la piazza verso nord,
la
Porta del Popolo, costruita verso la
metà del Cinquecento da Nanni di Baccio Bigio e completata dal
Bernini, che vi aggiunse la facciata interna del 1655, per
rendere onore alla regina Cristina di Svezia, giunta a Roma dopo la sua
conversione al cattolicesimo. Fiancheggia la porta, la Chiesa di
Santa Maria del Popolo. |
IL MOSE'
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CASTEL SANT'ANGELO
Questo mausoleo fu fatto costruire da Adriano per
accogliere la sua salma e quelle dei suoi successori. Per mettere in
comunicazione tale sepolcro con la regione del Campo Marzio fu costruito
un ulteriore ponte sul Tevere, il Ponte Elio, che fu inaugurato nel 134
d.C.
I
lavori di costruzione del mausoleo furono completati, dopo la morte di
Adriano (138 d. C.), nel 139 d.C., da
Antonino Pio: in un primo tempo, dunque, Adriano trovò
sepoltura in altro luogo e, precisamente, a Pozzuoli.
Già intorno al 400 d. C. il mausoleo fu incluso in un
bastione avanzato delle Mura Aureliane,
realizzato probabilmente da Onorio. Da questo momento il sepolcro,
finora chiamato Adrianeum o Templum Adriani, prese il nome di Castellum.
Nel 537 d. C. sostenne l'assedio dei Goti di Vitige e fu in quell'occasione,
come racconta Procopio, che i difensori utilizzarono come proiettili
anche le numerose statue che ornavano il monumento! Intorno al X sec.
probabilmente avvenne la trasformazione in castello: fortificato da
Crescenzio, della famiglia di Alberico,
assunse il nome di castrum Crescentii.
Teodorico lo adibì a prigione (Carceres Theodorici) e tale
funzione fu mantenuta al "castello" anche sotto i papi e con il governo
italiano, fino al 1901. La statua dell'Angelo, che dà il nome al
castello, fu posta sulla sua sommità in ricordo dell'apparizione a
S. Gregorio Magno, nel 1600,
dell'angelo che, rinfoderando la spada, annunciava la fine della grave
pestilenza che aveva colpito Roma. |

SANTA MARIA IN TRASTEVERE
La chiesa più antica di
Roma dedicata alla Vergine. La leggenda narra che venisse eretta su una
fonte d'olio dove nel 38 A.C. venne preannunciata la nascita del
Salvatore.
Tra
i primi luoghi ove i cristiani officiarono liberamente i loro servizi,
fu iniziata sotto papa Callisto
tra il 221 e 227 e terminata da Giulio I.
Sotto il papa trasteverino Innocenzo II
venne completamente rinnovata e ridecorata nel periodo barocco. Oggi è
una delle chiese più belle di Roma. |
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SAN GIOVANNI IN LATERANO
Ufficialmente "Mater et Caput" di tutte le
chiese di Roma e nel mondo. Per i cattolici è la Basilica più importante
da visitare dopo S. Pietro. Facciata di A. Galilei (1691-1736). Le 15
statue barocche di Cristo e dei Santi sopra l’entrata principale sono
talmente grandi da apparire sproporzionate rispetto alla vecchia
Basilica. Alte come torri, sono visibili da lontano e simboleggiano la
forza e la potenza della Chiesa. All’epoca della costruzione, si diceva
scherzando che avrebbero schiacciato la facciata e la chiesa. Le porte
centrali in bronzo (I sec. a.C.), bellissime nel loro verde scolorito e
decorate di stelle, sono le porte originarie dell’edificio del Senato
(Curia), situato nel Foro romano. Le piccole porte all’estrema destra
contrassegnate da una croce di bronzo vengono aperte solo in occasione
dell’Anno Santo. La colossale statua di Costantino (IV sec. d.C.)
abbelliva le terme imperiali sul colle del Quirinale. |
APPIA ANTICA
Aperta
nel 312 a.C., durante le guerre sannitiche dal censore Appio Claudio
per unire Roma " caput mundi " con le provincie meridionali della
penisola, con l'Africa e con l'Oriente, divenne in breve tempo la via
eletta, sacra al culto dei defunti, attraversata nelle ferie latine da
masse di popolo dirette al tempio di Giove sulla vetta di monte Cavo o
al tempio di Diana, sulle rive del lago di Nemi. L'Appia correva dritta-
da qui il nome di " recto " - incontro ai colli Albani e scendeva
nell'Agro Pontino. Nei primi anni del II secolo d.C. l'imperatore
Traiano le aggiunse il suo nome. Con la nuova via Appia Traiana era
possibile andare da Roma a Brindisi in 13/14 giorni lungo un percorso
totale di 540 chilometri. |
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SAN PIETRO
Sorge nello spazio che anticamente si chiamava il Circo Vaticano,
costruito da Nerone. La basilica venne fatta costruire da Costantino nel
315 d.C., come tomba simbolica degli Apostoli e fu consacrata nel 326
d.C. La struttura e l'estetica che si possono ora ammirare hanno
coinvolto l'operato di tanti artisti, fra i più celebri del patrimonio
culturale artistico italiano, bramante, Raffaello, Antonio da Sangallo,
Michelangelo, Giacomo della Porta e Carlo Maderno.
PIAZZA SAN PIETRO opera di uno dei più
capolavori realizzati dal Bernini, costruita nel corso del XVII secolo,
la Basilica è il punto di riferimento di tutta la Cristianità. La Piazza
è caratterizzata da due semicerchi di colonne in stile dorico. Al centro
di San. Pietro, c'è un obelisco portato a Roma da Caligola da Eliopoli.
Tutte le domeniche il Papa si affaccia alla sua finestra (la seconda da
destra all'ultimo piano), per la recita dell'Angelus.
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GIULIO CESARE |
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ISOLA TIBERINA
Secondo la leggenda
nacque dall'accumulo di fango sul grano lasciato dai Tarquini e gettato
dai romani nel Tevere dopo la loro cacciata. Guado naturale, le sue
origini sono costituite da roccia vulcanica e depositi alluvionali
Antico
luogo di culto dedicata al dio della medicina
Esculapio, il cui serpente, portato a Roma da
Epidauro per debellare la peste nel 293
a.C. saltando dalla nave che lo trasportava avrebbe indicato il luogo
del tempio.In
onore di Esculapio l'isola venne foggiata in forma di nave e un obelisco
posto al centro simulava il suo albero maestro. Al tempio era annesso il
primo ospedale di Roma, la cui intensa attività si è perpetuata fino ai
nostri giorni. |
TRINITA' DEI MONTI
La piazza è uno dei punti più caratteristici ed offre uno
splendido panorama sul centro di Roma. Dominata dalla facciata della
chiesa della Trinità dei Monti, costruita nel 1502 e consacrata nel 1587
da Sisto V, che ne fece un punto chiave del suo ambizioso piano
urbanistico, divenne il punto di partenza della Via Felice, poi Sistina,
rettifilo che conduceva i pellegrini alla basilica di Santa Maria
Maggiore.
Dal 1951 nel periodo
aprile-maggio si tiene una grande esposizione di azalee che danno alla
scalinata un fascino tutto particolare. |
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P.ZZA NAVONA
Su tutta l'area
sorgeva il vastissimo circo dell'Imperatore
Domiziano, sulle gradinate del quale sono edificate oggi le case che
circondano l'odierna piazza. Qui si svolgevano finte battaglie navali,
grandiosi spettacoli pubblici, giuochi ecc. Capolavoro del Bernini, è la
centrale Fontana dei Fiumi. Sul gruppo delle
rupi siedono i giganti simboleggianti i fiumi dei quattro Continenti: il
Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio della Plata.
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LA PIETA' DI MICHELANGELO |
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ARCO DI COSTANTINO
Uno dei più importanti monumenti
commemorativi dell'antichità, l'arco di trionfo più alto e meglio
conservato di Roma
Eretto
dal Senato nel 315 d.C., dopo la vittoria di
Costantino su Massenzio
nella battaglia di Ponte Milvio per onorare il "liberatore della
città e portatore di pace". I rilievi che lo decorano sono in parte
frutto di espoliazioni di archi più antichi e per questo non hanno nulla
a che fare con Costantino. La fascia di rilievi rettangolari che
percorre tutto l'arco è del tempo di Costantino e ripercorre gli eventi
precedenti la battaglia di Ponte Milvio
fino all'entrata trionfale a Roma. Lo stile dei rilievi
preannuncia la fine del grande impero |

PIRAMIDE DI CAIO CESTIO
All'esterno di porta San
Paolo, si erge la bizzarra Piramide di Caio Cestio, un monumento
funerario che questo funzionario preposto ai banchetti sacri ha fatto
erigere per la propria sepoltura tra il 18 e il 12 a.C.
Alta 37 metri, in cementizio ricoperto
di lastre marmoree, si ispira a modelli egiziani, di moda a Roma
dopo la conquista dell'Egitto (30 a.C.). Una piccola porta sul lato
ovest (aperta nel '600, quando la piramide è stata messa in luce)
immette nel cunicolo che porta alla cella funeraria rettangolare. Le
pareti sono intonacate e dipinte a pannelli, con candelabri che
inquadrano figure femminili (mal conservate). Nel III secolo il
monumento è stato inglobato nelle Mura
Aureliane |
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IL VITTORIANO
Grandioso
monumento edificato nel 1885 su progetto dell'architetto G. Sacconi per
celebrare il cinquantenario del Regno d'Italia.
Detto anche
Vittoriano sorge in piazza Venezia. Fu eretto in calcare bianco nel 1885
e inaugurato nel 1911 ma per l'effettivo completamento occorsero ancora
una ventina di anni. Simbolo dell'unità d'Italia dal 1921 è anche
considerato l'altare della Patria. Due sentinelle d'onore continuamente
vigilano la tomba del "Milite Ignoto" contenente la salma di un soldato
sconosciuto caduto nella Prima Guerra Mondiale.
Una enorme
scalinata, fiancheggiata da leoni alati e da due Vittorie bronzee, porta
all'altare della Patria. L'altare della Patria presenta altorilievi di
Angelo Zanelli con al centro la statua di Roma. In mezzo al monumento vi
è la gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II realizzata in
bronzo da Enrico Chiaradia. Alle spalle il monumento si completa con il
grandioso portico con colonne alte 15 metri e le due colossali quadrighe
bronzee con Vittorie alate realizzate da Carlo Fontana e Paolo Bartolini. |
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